Intervista

PA Advice e la strategia per creare un ambiente di lavoro che renda le persone felici



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Full Smart Working, venerdì mezza giornata, l’aperitivo mensile, la formazione e altre ancora sono le leve utilizzate dalla società di consulenza partenopea. Il CEO Massimo Colucciello ci spiega come ha conquistato i suoi collaboratori

Pubblicato il 29 giu 2023



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“Offrire un ambiente che promuove la felicità delle persone significa trovare tutti gli spazi organizzativi necessari affinché le persone possano conciliare il lavoro nel quadro della loro vita”. Ad affermarlo è Massimo Colucciello, CEO di PA Advice, società di consulenza e sviluppo IT per la Pubblica Amministrazione che già sul sito web dichiara di puntare sulle persone offrendo percorsi di crescita e un ambiente che promuove la felicità delle persone, anche grazie alla conciliazione fra vita lavorativa e privata.

E che la felicità della sua squadra sia una delle priorità di PA Advice lo dimostra anche quest’anno la sua presenza nella classifica Best Workplaces 2023 redatta da Great Place to Work Italia che, giunta alla sua 22ma edizione, riconosce le migliori aziende per cui lavorare nel nostro Paese secondo il parere dei collaboratori. L’azienda si è conquistata un posto nella Top 10 della categoria di appartenenza (50-149 collaboratori). Quale sia dunque la strategia per rendere felici i propri collaboratori lo abbiamo chiesto direttamente a Massimo Colucciello.

Creare un ambiente di lavoro felice

PA Advice nasce nel giugno del 2002 con l’idea di creare un ambiente dentro il quale le persone potessero sviluppare i propri talenti. I suoi valori: passione e integrità, insieme a una propensione a portare visione e innovazione in primo luogo dentro la stessa organizzazione e poi anche presso i clienti. Nel tempo la struttura aziendale è cresciuta diventando una società per azioni che oggi impiega circa 80 persone con un volume d’affari che nel 2023 arriverà a toccare i 6 milioni di euro. Il prossimo futuro prevede un ulteriore rinforzamento del team, che arriverà a contare 100 professionisti tutti regolarmente assunti con contratto a tempo indeterminato, e il raggiungimento dell’obiettivo di 10 milioni di fatturato. La sua forza? Le persone, felici. Come ottenere questo risultato? Attraverso un insieme di azioni che vanno a toccare i differenti aspetti che giocano sulle sfere di motivazione e soddisfazione dei collaboratori.

«Per quanto in PA Advice abbiamo ridotto le ore di lavoro settimanali liberando il venerdì pomeriggio, sta di fatto che trentasei ore a settimana di lavoro costituiscono una fetta importante della nostra vita − spiega il CEO −. Per questa ragione occorre adottare tutta una serie di meccanismi organizzativi. In primis mi riferisco allo Smart Working, che consente, nell’ambito della programmazione lavorativa, di organizzarsi e avere la libertà di gestire degli spazi di tempo dedicati a questioni relative alla vita privata. Ma non si esaurisce qui il modo in cui cerchiamo di creare un ambiente di lavoro favorevole alle nostre persone: offriamo, infatti, anche percorsi di formazione, per sviluppare il talento, e poi pianifichiamo le attività dei progetti affinché le persone possano guardare non soltanto al risultato che viene loro chiesto di conseguire entro una settimana, ma possano sapere a quali risultati devono contribuire nei prossimi sei mesi, dando una cornice di senso al lavoro. Tutte queste leve, attivate contemporaneamente, ci consentono di fare sentire le persone più gratificate, motivate e felici».

Un piano di ‘prestanza’ per implementare il lavoro ibrido per PA Advice

Abbiamo detto che per PA Advice lo Smart Working è abilitante al raggiungimento della felicità dei lavoratori. La società ne è assolutamente convinta, e lo ha dimostrato abbracciando questa modalità di lavoro ben prima della pandemia e concependo la propria organizzazione come agile, ossia basata sul lavoro per obiettivi.

«Noi – racconta Massimo Colucciello – utilizzavamo già lo Smart Working e la pandemia ci ha poi confermato che la strada che avevamo imboccato era quella giusta. È stato proprio a seguito dell’esperienza acquisita durante il lockdown che abbiamo deciso di passare al modello del Full Smart Working, che prevede però anche alcuni appuntamenti, pochi fissi, per consentire a tutti i componenti di una business unit o di un singolo progetto di collaborare in presenza.

Questo passaggio ci ha portato anche a riorganizzare gli spazi aziendali, per far sì che non costituissero un vincolo, ma un’opportunità. Sale riunioni tecnologicamente attrezzate per la videoconferenza rendono possibile la collaborazione tra team in presenza e team a distanza. Questo rientra nel nostro piano di “prestanza”, dalla crasi tra presenza e distanza, basato sulla metodologia agile, per implementare il lavoro ibrido in maniera stabile».

Come creare employee engagement quando si lavora a distanza

Mantenere un team coeso, coinvolto e motivato anche se attivo prevalentemente da remoto rappresenta una delle grandi sfide per le aziende che hanno scelto di abbracciare il lavoro ibrido.

«Quella che io chiamo “la maglietta della squadra” la implementi lavorando sulla formazione, sulla comunicazione e su tutta una serie di leve. Personalmente ritengo che la formazione sia una leva importante e per tale ragione in PA Advice organizziamo un numero rilevante di attività formative programmate all’interno di un piano formativo annuale che abbiamo condiviso con tutti i colleghi e che abbiamo sviluppato sulla base di una survey interna per scandagliare le necessità effettive del team. Ma poi abbiamo anche implementato tutta una serie di eventi esterni, come l’aperitivo mensile offerto dall’azienda in un locale del centro storico gestito da un giovane nostro collega, un momento piacevole che serve a far sì che le persone si incontrino. Finanche portare avanti nel tempo un’iniziativa storica, quella del calendario dei ComPAnni, che ogni anno viene rinnovato con le date dei compleanni e degli onomastici dei colleghi da festeggiare. Tutto l’insieme di queste cose fa engagement», dice Massimo Colucciello.

Lo sviluppo di carriera nella consulenza

Tra le leve per spingere l’employee engagement c’è certamente anche la possibilità di sviluppo di carriera, tuttavia le società che si occupano di consulenza presentano tipicamente una struttura abbastanza piatta.

«In PA Advice per ovviare a ciò – spiega il CEO − facciamo in modo tale che le persone percepiscano che il loro sviluppo professionale viene premiato in termini economici e soprattutto rendiamo trasparenti a tutti i risultati dell’azienda di modo tale che ciascuno possa comprendere come il proprio contributo contribuisce al risultato di un progetto, e come i risultati di tutti i progetti concorrono al risultato dell’azienda. E quando il risultato dell’azienda c’è, l’azienda ha sempre restituito ai colleghi il valore che si è generato in termini di premi performance o di incrementi di stipendio».

I software a supporto del cambiamento di PA Advice

Gestire l’attività di una squadra di 80 risorse è già complesso di suo, ma lo è ancor di più se queste persone non si trovano sotto lo stesso tetto. Strumenti di work management risultano essere indispensabili per costruire team focalizzati sugli obiettivi e allineati tra loro.

«I software che utilizziamo in PA Advice per la gestione del lavoro – dice Colucciello − sono essenzialmente due: Jira di Atlassian, molto diffuso a livello internazionale per supportare la collaborazione tra team con task, e l’altro è Odoo, un gestionale che utilizziamo per agganciare i dati di Jira e alimentare la contabilità industriale restituendo a ciascun project manager un cruscotto piuttosto puntuale».

E ora anche la gestione del capitale umano da coltivare può contare sul supporto di un software HR.

«In ambito HR abbiamo scelto sempre Odoo che stiamo mettendo in produzione in queste settimane. Odoo di fatto è un ERP che ha un modulo per la gestione HR, che consente di tracciare l’employee journey dalla candidatura fino all’onboarding e alla formazione. Attualmente, e continueremo comunque a farlo, per l’attività di recruiting stiamo utilizzando le piattaforme esterne come LinkedIn, in maniera molto strutturata con risultati soddisfacenti».

Un premio, una responsabilità

Vincere un premio come miglior posto dove lavorare è sempre gratificante per un’azienda, ma porta con sé anche la responsabilità di non deludere le aspettative mantenendo gli standard raggiunti, e di migliorarsi ancora.

«Essere inseriti nuovamente nella classifica Best Workplaces 2023 è sicuramente una soddisfazione. Ma, oltre che un onore, rappresenta per noi un’occasione per ragionare sul nostro margine di migliorabilità partendo dagli indicatori più deboli, che diventeranno cantieri sui quali lavorare. Per esempio, il “cantiere della formazione” è stato implementato proprio dopo la survey Best Workplaces 2022: attraverso un sondaggio interno specifico è stato chiesto ai colleghi come avrebbero voluto impostato il piano di formazione per il 2023, e il Piano formativo 2023 è stato impostato come i colleghi hanno chiesto di impostarlo».

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