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Nuovi modi di interagire e strategie HR: Clubhouse conquisterà anche le aziende?

Clubhouse, il social audio nato nel 2020 che vale già un miliardo di dollari, potrebbe creare nuove dinamiche nel modo in cui le persone interagiscono e si influenzano a vicenda, con ricadute anche in termini di engagement delle persone, a oggi i micro-influencer più potenti. I possibili scenari

Pubblicato il 17 Feb 2021

Rosanna Del Noce*

HR Advisor e CEO di Recround

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Clubhouse è il social del momento e ha tutte le potenzialità per essere il posto migliore dove poter interagire senza dover apparire, il posto dove coniugare il desiderio di Esserci con il poter semplicemente Essere.

L’app è nata nel 2020 per mano di Paul Davison e Rohan Seth, secondo le ultime stime vale già un miliardo di dollari. In questo social tutto si gioca sull’audio, l’interazione transita attraverso talk in diretta, niente foto, nessun messaggio scritto, nulla può essere salvato né riascoltato. Tutto in diretta in room con un tema pianificato e partecipanti che alzano la mano per prendere la parola. Si vive uno degli aspetti più affascinanti della conversazione: immergersi nel mistero della voce.

Le battute iniziali di Clubhouse

Creatività e capacità comunicative sono le prime doti da sfoderare insieme alla volontà di creare un’atmosfera coinvolgente e evitare di replicare una call o un workshop a luci spente. I primi utenti si sono mossi con curiosità e voglia di conquistare un nuovo mondo.

Il palinsesto di argomenti è vastissimo: dalle serie TV alla politica, dalle ricette gastronomiche alle ultime tendenze della moda e del turismo. Oggi l’app offre una varietà di talk show condotti da celebrità, eventi di networking, speed dating e spettacoli teatrali.

“Crediamo che la voce sia un mezzo potente per consentire alle persone di connettersi, condividere, apprendere e crescere attraverso una conversazione autentica. Su Clubhouse chiunque può essere un creatore avviando una stanza e ospitando conversazioni “, ha affermato recentemente una portavoce dell’azienda.

Le apparizioni inaspettate su di Elon Musk e Mark Zuckerberg hanno fatto lievitare ulteriormente la crescita dell’app, insieme al suo rapido divieto in Cina.

Clubhouse ha costruito la sua massa critica anche grazie al ‘Quarantine User Loan’, fenomeno con cui Josh Constine descrive l’utilizzo dei social da parte degli utenti bloccati a casa durante la pandemia.

Le aziende stanno ridisegnando la comunicazione con i dipendenti

L’app sembra essere perfetta per le persone che, isolate e sole, cercano di connettersi a livello umano con altre persone. Con l’annullamento di conferenze, cene e vacanze, le persone vogliono prendere parte a conversazioni suggestive e percepire un maggior livello di empatia rispetto agli altri social network.

Clubhouse sta calamitando la partecipazione di un numero crescente di utenti in un momento in cui lavorare da casa richiede a tutti di far fronte alla fatica del video e al burnout digitale.

Siamo in evoluzione e le aziende stanno ridisegnando anche la comunicazione con i dipendenti in virtù dei nuovi spazi di lavoro ibridi e dell’alternanza tra remote work e lavoro in ufficio.

Lo confermano le parole del professor Luciano FloridiSmart Working o in presenza? Bianco o nero? Questo è un modo novecentesco di pensare al digitale. L’età attuale è fatta di ibridazione, di fusione tra approcci differenti che, interconnettendosi, generano valore. Se non accetti questo, non sei arrivato all’età dell’Onlife”.

Clubhouse sta creando nuove dinamiche nel modo in cui le persone interagiscono e si influenzano a vicenda. È un segno di ciò che accadrà sui social media e che influirà sull’engagement dei dipendenti: a oggi i micro-influencer più potenti. Le persone vogliono concentrarsi su comunità più piccole e più intime perché le grandi piazze pubbliche delle altre piattaforme social sono percepite come troppo rumorose.

“Oggi l’accesso per tutti a un microfono è un dato di fatto, la differenza la fanno però quelle persone che decidono di apportare cambiamenti reali nel mondo, lavorando generosamente e senza distrazioni. Ecco perché il vero creativo è il leader che crea la soluzione del problema. La creatività è una scelta ed è un’abilità, non un talento. È un’opportunità per migliorare l’arte dell’invenzione. È il lavoro di ascolto, di comprensione del cliente e del mercato”, ha dichiarato Seth Godin in una recente intervista.

Clubhouse e il coinvolgimento delle persone che lavorano in azienda

L’esercizio della creatività ci coinvolge in una continua evoluzione e oggi le aziende possono esercitare le loro potenzialità creative scegliendo Clubhouse come strumento per realizzare una comunicazione davvero coinvolgente e nuova. Una comunicazione scandita dalla voce dei dipendenti, che diventano sempre più degli ambassador, e strutturata con un ricco palinsesto dove discutere insieme degli ultimi trend del settore, accogliere i clienti per ricevere i loro suggerimenti su prodotti e servizi, comprendere meglio le ultime novità della policy aziendali, approfondire temi di attualità, intervistare i neoassunti per attrarre candidati in target, realizzare un crowdvoting per decidere quali azioni intraprendere rispetto a un evento sociale, dare vita a costruttivo confronto tra le diverse generazioni, avvicinare i c-level e il purpose aziendale alle persone in ascolto. Tutto questo con una semplice app, dei contenuti ben progettati e degli speaker che sanno mantenere alto il livello di engagement.

Uno spazio in cui i dipendenti possono confrontarsi

Le persone hanno bisogno di qualcosa di diverso da un intranet aziendale o di un social dove rappresentare il brand? Il mondo ha bisogno di un altro social network?

Brian Solis, Global Innovation Evangelist di Salesforce, risponde con un interessante quesito: “Se potessi collegarti a una conversazione dal vivo su un argomento che ti appassiona da qualsiasi parte del mondo e avere l’opportunità non solo di ascoltare alcune delle persone più preparate sull’argomento, ma anche di confrontarti con loro, lo faresti?”. Ecco, questa è la chance offerta da Clubhouse.

In un momento in cui gli eventi dal vivo vengono posticipati, cancellati o virtualizzati, Clubhouse ha fatto ciò che altre reti o eventi virtuali non sono riuscire a realizzare. Ha unito gruppi di persone brillanti e con una mentalità aperta e gli ha dato lo spazio per confrontarsi sulle ultime tendenze economiche e sociali. E questo può valere anche in azienda, se si pensa a questo social come a uno spazio in cui le persone possono confrontarsi e mettere a fattor comune le loro idee su temi specifici.

A questo punto la parola passa alle aziende e alle nuove istanze con cui sapranno creare interazioni sempre più soddisfacenti.

…Non solo dipendenti ma anche clienti

Il report State of the Connected Customer di Salesforce ci mostra che i consumatori si aspettano relazioni empatiche, personalizzate, coinvolgenti ma soprattutto digitali.

“Le aziende stanno operando in uno scenario che non avrebbero potuto immaginare all’inizio di quest’anno. Il drastico passaggio ai canali digitali non è l’unica sfida che devono affrontare: oggi è necessario ascoltare e rispondere alle richieste dei clienti con empatia e con prodotti e servizi innovativi, ripensando in modo fondamentale il loro ruolo nella società”, afferma Andrea Buffoni, regional vice-president di Salesforce Marketing Cloud.

Le persone conoscono il potere che esercitano come consumatori specie quando si tratta di prendersi cura del mondo nel quale vogliono vivere. Il 51% per cento dei clienti crede di avere il potere di influenzare un significativo cambiamento nelle aziende. In molti casi hanno interrotto i rapporti con i brand che non affrontano importanti questioni di carattere etico. Il 61% dei clienti afferma di aver smesso di acquistare da aziende i cui valori non erano allineati con i loro.

Gli investitori e gli esperti di marketing credono nel potenziale di Clubhouse e incoraggiano i brand a capire come interagire con i milioni di utenti attivi e a raccogliere insight sugli stili di vita, i desideri e le motivazioni degli utenti ascoltatori.

Clubhouse potrebbe sconvolgere in modo significativo l’ecosistema dei social media e dare una scossa alla comunicazione, alla formazione e alla co-creazione di prodotti e servizi.

La lezione per i brand e le organizzazioni è di rinunciare ai copioni, agli effetti speciali e alle distanze formali: questo è l’approccio più apprezzato dagli utenti di qualsiasi età.

La posta in gioco non sono più i like ma la continuità di una relazione costruttiva, soddisfacente e sensata con clienti e dipendenti.

Essere Onlife significa avere una cultura sempre connessa con la realtà in divenire e evolvere in armonia con l’evoluzione del contesto.

Ai leader spetta ora il ruolo di esploratori consapevoli che il valore delle relazioni non è dato dal numero di interazioni generate ma dal modo con cui ci curiamo di ciò che nasce da esse.

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