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L’apprendimento continuo per il successo nell’era dell’Intelligenza Artificiale



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Il futuro del lavoro non dipende solo dalla tecnologia, ma anche dalla capacità degli individui di utilizzarla e adeguarsi. Ecco perché occorre spingere sulla formazione, che diventa fattore cruciale anche per adottare nuovi modelli che consentano un miglior equilibrio tra umano e digitale

Pubblicato il 9 apr 2024

Emanuela Pignataro

Head of Business Transformation & Head of Execution di Cegos Italia



ChatGPT-e-lavoro

Nell’ultimo anno l’Intelligenza Artificiale e ChatGPT hanno iniziato a influenzare le abitudini aziendali, introducendo un nuovo e profondo cambiamento nei processi di lavoro e nei metodi di apprendimento.

Se l’obiettivo è restare competitivi, le imprese non potranno evitare l’integrazione di questi due strumenti.

Secondo l’ultimo Cegos Observatory Barometer “Transformations, skills and learning” (che ha coinvolto oltre 5mila dipendenti e 480 Manager HR di aziende con oltre 50 dipendenti, con un campione italiano del 10% per entrambi i target), già ora il 48% dei Responsabili HR individua nell’Intelligenza Artificiale (AI) e Big Data e nei nuovi modi di lavorare (40%) i fattori di maggior impatto sulle organizzazioni in termini di sviluppo di competenze.
Il consolidamento delle digital skill emerge così come un imperativo per il 42% degli HR. Il 63% sta pensando di utilizzare l’AI per personalizzare i corsi, mentre solo il 10% l’ha già impiegata come risorsa formativa.

Nel frattempo, il 31% dei dipendenti afferma di impiegare o aver già utilizzato strumenti di AI generativa – come ChatGPT – per formarsi e il 40% ha in programma di farlo nel prossimo futuro.

Le ricadute di ChatGPT sul mondo del lavoro

ChatGPT è del resto il primo large language model liberamente disponibile e utilizzabile da parte di tutti e il fatto che, in soli cinque giorni dal lancio, abbia raggiunto il primo milione di utenti, testimonia l’interesse e la trasversalità di questa tecnologia nella vita lavorativa e personale. Al tempo stesso, tutte le persone – i cui ruoli e ambiti di responsabilità sono cambiati a seguito della digitalizzazione – devono prima familiarizzare con molti temi relativi all’AI e poi adattarsi.

Qual è il ruolo strategico delle imprese? Devono puntare con decisione su programmi di formazione continua per fornire ai dipendenti un supporto mirato e aiutarli a partire con il piede giusto. L’apprendimento, dunque, deve diventare parte integrante della cultura aziendale, con un focus su come lavorare con l’IA per rimanere competitivi.

Anche perché le aziende si trovano di fronte a un bivio: o integrano in modo organizzato questi strumenti nei processi di lavoro, aumentando efficienza e qualità, oppure i loro clienti acquisteranno dai competitor prodotti e servizi migliori e più economici.

L’opportunità, quindi, è di vedere ChatGPT e l’AI come catalizzatori per la Digital Transformation, necessaria per l’azienda, facendo leva sull’apprendimento continuo per stimolare anche la creatività.

La loro integrazione nei processi lavorativi non è però semplicemente una questione di implementazione tecnologica, ma richiede una profonda comprensione delle potenzialità e dei limiti dell’AI.

Quando la formazione continua diventa fattore cruciale

Per i manager significa non solo familiarizzare con i nuovi strumenti, ma anche individuare i punti di forza e debolezza e le lacune da colmare nei team, guidandoli e responsabilizzandoli attraverso il cambiamento, valorizzando il potenziale che l’AI può sbloccare – indipendentemente da dove lavorino -, nella consapevolezza che apprendere e adattarsi in un ambiente incerto è diventato un fattore critico di successo.

Il futuro del lavoro, infatti, non dipende solo dalla tecnologia, ma dalla capacità delle persone di utilizzarla e adeguarsi; pertanto, la formazione continua diventa fattore cruciale anche per affrontare il The Great Technological Shift, ovvero per trovare nuovi modi di lavorare che consentano un miglior equilibrio tra persone e tecnologia, la cui adozione accelerata post Covid ha imposto inevitabilmente di adattarvisi quanto prima.

Per gli HR Manager significa essere all’avanguardia nello sviluppo di una formazione che necessita di essere subito applicabile, face-to-face e al tempo stesso divertente, anche tramite l’impiego di diverse metodologie quali l’apprendimento adattivo e sociale e l’e-coaching.

Punto da non trascurare, la disponibilità del 76% dei dipendenti di intraprendere percorsi formativi extra-lavorativi.

Integrare l’AI: servono alcune accortezze

Sebbene molti benefici siano evidenti, le organizzazioni non devono perdere di vista l’importanza delle relazioni umane e della cultura aziendale, nonché il benessere e la salute delle persone. Questa ricerca di equilibrio nell’integrazione delle tecnologie richiede una strategia chiara, che consideri le specificità organizzative, promuovendo al tempo stesso un ambiente di lavoro collaborativo, inclusivo e sostenibile.

Tra le sfideda ponderare con attenzione, troviamo la necessità di competenze specifiche per la gestione della privacy, soprattutto alla luce della capacità degli algoritmi di elaborare e memorizzare grandi quantità di dati e informazioni personali, e l’implementazione di solide misure di sicurezza per evitare che si riproducano pregiudizi e discriminazioni, bias e disparità.

Principi etici e linee guida dovrebbero, quindi, governare e guidare lo sviluppo e l’uso dell’AI per un impiego responsabile.

Il pieno potenziale dell’AI può essere realizzato, pertanto, solo attraverso un approccio bilanciato, che consideri opportunità, sfide e il The Great Technological Shift, come capacità di adattarsi, imparare e crescere insieme alle nuove tecnologie.

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