Ricerche

Il recruiting è sempre più social

Il 78% dei professionisti che lavorano nella selezione del personale si è già rivolta a siti come LinkedIn. Che permettono ai selezionatori di adottare un approccio multi-canale

Pubblicato il 19 Set 2013

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Il recruiting passa sempre di più per i social network. E’ il dato principale della Social recruiting survey 2013 realizzata da Jobvite, piattaforma che offre tecnologia e servizi per la ricerca di personale online, secondo la quale il 94% delle aziende utilizza o utilizzerà in futuro i social media per cercare nuove figure professionali.

Il 78% dei professionisti che lavorano nella selezione del personale ha invece già assunto dei dipendenti rivolgendosi a siti come Linkedin e simili.

Condotta su un campione di 1.600 professionisti di cinquanta settori, l’indagine dimostra che il “recruiting sociale è ormai una pratica di assunzione universale” come spiega Kimberly Kasper, Chief Marketing Officer della società, sul blog aziendale.


Il recruiting si colora di marketing
L’aspetto più interessante, prosegue Kasper, è che il reclutamento sta diventando marketing e come diretta conseguenza le aziende stanno vedendo in questo “un “enorme nuovo potenziale valore”.

I social network permettono ai selezionatori di adottare un approccio multi-canale ad alta efficienza per l’assunzione. Attraverso la visualizzazione dei profili sociali i social media consentono di comprenderne meglio la professionalità.


L’employment brand
“Allo stesso tempo, con la costruzione e il mantenimento di pagine che riflettono la cultura aziendale, le società possono comunicare ed evangelizzare il loro “employment brand” in modo da costruire interesse anche tra i candidati che non sono attualmente in cerca di una nuova occupazione”.

Per alcune aziende, prosegue Kasper tutto questo significa risparmio di denaro, mentre altre ritengono che il vero vantaggio sta nel trovare candidati più qualificati o aumentare la loro capacità di attrarre candidati passivi.


Un’arma a doppio taglio
Altri risultati dell’indagine indicano che tramite i social media è più facile individuare i candidati migliori, ma che per chi deve essere selezionato i social media possono essere un’arma a doppio taglio. Il 42% dei recruiter ha infatti cambiato parere (in positivo o negativo) dopo avere preso visione del profilo. Per il 61% dei selezionatori contano anche gli errori di grammatica che non fanno di certo una buona impressione. E’ meglio lasciar perdere anche foto di feste con il bicchiere in mano. Il 47% non apprezza.

E’ il caso invece di dare libero sfogo ai racconti e alle foto che ritraggono durante attività di volontariato o comunque benefiche, così come piace la frequentazione di eventi culturali.


I social più usati
Dal punto di vista di chi deve selezionare il personale, il social network migliore è Linkedin (94%), seguito da Facebook (65%), Twitter (55%), blog della società (20%), Google+ (18%) e Youtube (15%). Linkedin serve di più per capire le capacità professionali del candidato, mentre tramite gli altri si cerca di comprenderne anche il livello culturale.

Il 55% e il 65% considera invece neutrali post che parlano apertamente di religione e politica.

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