case study

Siram, la “Innovation Map” che parte dalle idee creative del personale

Lanciata una piattaforma online per ingaggiare i dipendenti e raccogliere le loro idee innovative: quattro saranno selezionate e sviluppate dall’incubatore SiramL@b, coinvolgendo circa 60 persone suddivise in 12 squadre. Tra gli obiettivi scovare gli Innovation Changer interni e favorire un linguaggio comune

Pubblicato il 30 Mag 2017

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Gamification, video e formazione per ingaggiare sull’innovazione, creare un ambiente condiviso, parlare lo stesso linguaggio, fare squadra e far emergere il potenziale inespresso dei dipendenti. Come? «Dando fiducia e costruendo un processo strutturato per accompagnare la crescita dei nostri Innovation Changer, emersi tra i 3mila dipendenti di Siram». Silvia Biso, Organization & Recruting di Siram Group, commenta così la strategia in ambito HR che ha intrapreso il gruppo, che vanta 90 anni di storia dal calore ai sistemi integrati di efficienza energetica per il settore pubblico e privato, dal 2014 partecipata al 100% dal Gruppo francese Veolia, specializzato in circular economy.

L’azienda sta affrontando la triplice sfida di tenere il passo alla continua innovazione tecnologica in un contesto fortemente digitalizzato; rispondere a esigenze sempre più sofisticate del mercato e creare condivisione e un modo di lavorare più coeso in una struttura organizzativa capillare, e quindi dispersa, sul territorio.


Il progetto, chiamato “Innovation Map”, si è articolato in due fasi. La prima ha visto il lancio a novembre, direttamente con la sponsorizzazione dell’Amministratore Delegato, di una campagna di ingaggio per tutti i dipendenti per misurare la “temperatura” dell’innovazione in azienda, iniziare a creare un linguaggio comune e individuare quelli che faranno da catalizzatori (Innovation Changer) su questi temi in azienda. La seconda fase è prevista per giugno, con l’incubatore SiramL@b, che formerà una sessantina di colleghi su competenze tecniche e soft, impegnati in 12 squadre a realizzare i quattro progetti strategici selezionati tra le proposte arrivate online.

Ma partiamo dall’inizio. La campagna è partita con una busta, consegnata con la busta paga ai dipendenti delle 6 sedi principali, contenente degli adesivi da usare sui cartelloni esposti nelle sei sedi aziendali e, in contemporanea, una serie di attività da svolgere su una piattaforma online, con giochi e video, in modo da fornire a tutti strumenti per diventare innovatori in modo strutturato. L’ultimo step ha previsto la partecipazione attiva dei dipendenti che hanno avuto la possibilità di proporre sulla piattaforma online un’idea di miglioramento da realizzare in azienda, visibile e sommentabile da tutti i colleghi in ottica social. «L’adesione è stata sopra ogni nostra aspettativa: 917 si sono iscritti alla piattaforma, 700 hanno visionato i video e 304 hanno concluso il percorso e sono risultati Innovation Changer. Sono state fatte anche proposte interessanti di miglioramento per l’azienda (387 i post pubblicati)», racconta Carlotta Dainese, Innovation Manager di Siram Group. Il progetto è stato di carattere interfunzionale: ha coinvolto, infatti, i dipartimenti Innovazione, Risorse Umane, Comunicazione, Logistica e IT.

Il Gruppo, a conclusione della campagna di ingaggio, ha quindi deciso di raccogliere la sfida di tradurre in progetti concreti le idee innovative arrivate dal basso e, dopo accurata analisi, ha individuato quattro progetti strategici che saranno sviluppati all’interno dell’incubatore SiramL@b. Il percorso di sviluppo dei progetti sarà accompagnato da una formazione del personale, sia in aula che a distanza. Le persone saranno seguiti da tutor nei lavori di gruppo e svilupperanno quattro soft skill cruciali per l’azienda: orientamento al cliente, comunicazione trasparente e assertiva, clima di fiducia reciproca, influenzamento e negoziazione. «Saranno attori dell’innovazione in azienda, in un processo strutturato in cui saranno accompagnati da tutor e formatori», conclude Silvia Biso. SiramL@b sarà supportato da una piattaforma online, sviluppata dalla capogruppo Veolia, utilizzata a livello internazionale per la formazione in modalità e-learning, accessibile a tutti in ogni momento tramite dispositivi mobili e con un’interfaccia social per postare le idee, commentare quelle altrui e interagire con gli altri dipendenti.

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