Nuove professioni

UX Designer: che cosa fa e quali sono le competenze di uno dei professionisti più richiesti oggi

L’UX Designer è stabilmente dal 2018 nelle classifiche LinkedIn delle figure più ricercate dalle aziende. Ma che cosa fa esattamente e quali competenze deve avere? L’identikit dei professionisti che si occupano di progettare e disegnare la grafica di applicazioni e applicativi web e mobile

Pubblicato il 17 Giu 2020

Luca Longo

UX Designer e fondatore della scuola CorsoUX.it

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Chi crea le interfacce delle app, dei siti online, degli smartwatch e le rende così semplici da usare? Chi si occupa di dare una struttura logica alle conversazioni che intratteniamo con la domotica? Chi aiuta gli utenti a trovare tutto ciò che vogliono nelle interfacce che utilizzano ogni giorno, su dispositivi diversi? E infine, chi aiuta le aziende a massimizzare il tempo di navigazione all’interno delle loro siti online? A tutte queste domande, la risposta è l’UX Designer.

Nonostante non sia una delle nuove professioni, è però uno dei lavori più ricercati sia attualmente che in futuro: Linkedin, nel suo report annuale in cui mostra i trend del mondo del lavoro, inserisce dal 2018 la professione dell’UX Designer ma in pochi, se non gli addetti ai lavori, conoscono le dinamiche di questo mestiere che ogni giorno ci semplifica la vita.

E gli eventi di questi mesi, hanno evidenziato sempre di più che l’UX Design sarà una delle professioni più richieste proprio perché il trend del lavoro è diretto sull’estrema digitalizzazione e dunque bisogna saper creare esperienze digitali a portata d’uomo in cui al centro ci sono proprio le necessità degli utenti.

Chi è l’UX Designer?

L’UX Designer, ovvero il designer dell’esperienza di utilizzo degli utenti, è un professionista digitale che crea delle strategie per progettare interfacce che mirano da una parte a rendere l’esperienza di utilizzo facile, veloce e intuitiva per gli utenti, dall’altra ad aumentare in modo strategico le conversioni ed il tempo di utilizzo dell’interfaccia, il valore aggiunto per le aziende.

Le interfacce su cui lavora l’UX Designer possono essere siti internet, app ma anche le logiche della conversazione con la domotica e con l’intelligenza artificiale, dunque con i chatbot. I canali su cui vengono visualizzate e utilizzate queste interfacce sono molteplici: smartphone, pc, smartwatch, smart tv, compresi gli assistenti vocali.

L’UX Designer si occupa dello studio delle richieste degli utenti, dello sviluppo di una strategia logica e visiva e infine, della parte di scrittura dei testi dell’interfaccia. Il suo lavoro viene poi consegnato allo Sviluppatore Front End che si occupa della parte statica del progetto, che viene poi affidato allo Sviluppatore Back End che lo renderà dinamico.

Cosa fa l’UX Designer?

Contrariamente a quanto si pensa, quello dell’UX Designer non è un lavoro creativo ma bensì ingegneristico. Si parte, infatti, dallo studio del target, per poi creare una strategia e sviluppa un’interfaccia che sia da una parte facile da utilizzare e, allo stesso tempo, bella da vedere. Per realizzare un lavoro ottimizzato sulla richiesta dello specifico cliente è necessario seguire alcuni step che riguardano quattro discipline principali dell’UX Design: la User Research, l’Interaction Design, il Visual Design e l’UX Writing.

La User Research è il primo step e si concentra sullo studio dell’utente, dei suoi comportamenti e delle sue necessità. Per capire ciò di cui ha bisogno vengono condotte analisi dei competitor e interviste (qualitative e quantitative) per la valutazione di richieste e aspettative degli utenti e degli stakeholder: è così che si arriva a un progetto ben definito. Questo passo è cruciale perché l’analisi delle risposte permette di creare una interfaccia semplice da utilizzare, ma al tempo stesso di sviluppare un prodotto che conduca gli utenti ad aumentare il tempo di navigazione e le conversioni sui canali del cliente.

Il passo successivo è l’Interaction Design in cui si definisce l’architettura del progetto tramite site map e diagrammi di flusso che portano poi alla creazione del wireframe, ovvero una bozza dell’interfaccia che serve per fare i test di usabilità. È in questo frangente che si capisce se si è creato un progetto ottimizzato per la richiesta del cliente.

Il terzo passo è il Visual Design, il momento in cui si struttura tutta la parte cromatica, che deve riflettere il carattere del brand ma allo stesso tempo essere utile agli utenti. Si stima infatti che in Europa ci siano circa 80 milioni di persone con disabilità visive, e negli US circa 57 milioni, come i daltonici o i non vedenti, che comunque nel loro quotidiano utilizzano siti web, app e altre interfacce. In questo momento della creazione dell’interfaccia si pensa anche a loro, sia per la scelta dei colori e dei caratteri sia per lo sviluppo delle informazioni: le persone non vedenti utilizzano i siti internet tramite alcuni dispositivi che leggono per loro ciò che è scritto e la logica con cui vengono lette le informazioni viene creata in questo step in collaborazione con chi sviluppa la parte front-end.

Uno step molto importante, ed ultimamente di moda, è l’UX Writing, che prevede la progettazione dei testi in base al tipo di interfaccia e dispositivo. Un UX Writer si occupa anche del tono di voce, dello stile della scrittura, dei testi brevi e dei test di comprensione della comunicazione di un sito web o app.

Quali sono le competenze dell’UX Designer?

L’UX Designer, come si è visto fino a questo punto, ha un approccio ingegneristico al lavoro, in cui la creatività ha una parte residuale: ecco perché le skill legate a questa professione sono molto tecniche e una vera e propria commistione di discipline.

Per gestire la parte della User Research, ad esempio, bisogna saper costruire un questionario, sapere come e a chi inviarlo, selezionando solamente utenti in target con il tipo di progetto su cui si sta lavorando. Sono vere e proprie competenze di statistica descrittiva.

Le altre skills sono legate alla progettazione che viene fatta attraverso software molto tecnici, come Figma, Sketch e Adobe XD.

Infine, chi lavora in questo ambito deve essere continuamente informato sulle evoluzioni e sulle proposte del digitale, rimanendo al passo con le novità, sulla base di case study di successo.

Come si acquisiscono le competenze dell’UX Designer?

Sono poche le università che hanno dei corsi di laurea centrati su questa disciplina. Tuttavia esistono dei corsi online certificati che permettono di acquisire la conoscenza dei software fondamentali in questo settore.

Per quanto riguarda invece le soft skill, l’UX Designer deve possedere curiosità, empatia, capacità comunicativa, deve saper lavorare in team, ed essere incline alla collaborazione. Inoltre deve seguire gli esperti di UX. In particolare, rispetto quest’ultimo aspetto, essere presenti nelle community online di UX Designer può rivelarsi una strategia vincente perché sono luoghi di condivisione e di sostegno, in cui trovare anche ottime occasioni per conoscere e ampliare il proprio network.

I 5 passi diventare dei professionisti del settore

Il primo passo è trovare un mentor, un esperto che possa guidare chi è all’inizio, poiché, forte della sua esperienza, potrà fornire strumenti concreti e consigli indispensabili che renderanno il percorso professionale più solido.

Il secondo passo è padroneggiare gli strumenti dell’UX Design e dei tool a disposizione che permetteranno di raggiungere quei risultati ottimali per rispondere sempre in modo completo alle richieste del cliente.

Il terzo passo per approcciare all’UX Design è entrare nelle community che si occupano del settore, studiare il portfolio e le creazioni degli altri UX Designer, conoscerli e sviluppare una rete di professionisti con cui confrontarsi.

Il quarto passo è costruire il proprio portfolio che è il vero curriculum vitae dell’UX Designer: i futuri datori di lavoro, non si soffermeranno solamente sul percorso professionale ma si concentreranno molto di più sulle reali abilità e competenze del singolo espresse dal portfolio.

Il quinto passo è la formazione continua che può concretizzarsi seguendo siti o blog autorevoli e verticali del settore, leggendo libri o partecipando a corsi strutturati di UX Design così da rimanere sempre aggiornati e diventare più competitivi sul mercato.

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