Intervista

Q8, cultura digitale e della sostenibilità come pilastri dell’organizzazione

Tutto il personale in sede, 550 persone, è stato coinvolto in un percorso che vuole accrescere la sensibilità sui temi della sostenibilità, nella convinzione che solo puntando sulla consapevolezza di ciascuno si può generare valore per l’azienda e la società, con risultati concreti e misurabili. Un’iniziativa analoga era stata avviata tre anni fa sul digitale. A colloquio con Livio Livi, Direttore Risorse Umane

Pubblicato il 22 Ott 2021

Manuela Gianni

Direttore, Digital4Executive

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Sviluppare una cultura aziendale incentrata sulla sostenibilità e sull’innovazione digitale è fondamentale per traguardare gli obiettivi futuri di crescita e competitività. Ne è convinto Livio Livi, Direttore Risorse Umane, Sostenibilità e Relazioni Esterne, Membro del Consiglio di Amministrazione, di Q8 (Kuwait Petroleum Italia, nel nostro Paese dal 1984) che ha da poco completato un assessment sui temi della sostenibilità su tutta la popolazione aziendale in sede, 550 persone. L’assessment è un punto di partenza per poi investire in varie iniziative mirate ad accrescere la cultura del singolo e il coinvolgimento delle persone su questi temi. Un percorso analogo era già stato avviato tre anni fa sui temi dell’innovazione digitale, secondo pilastro su cui basa la strategia la società petrolifera, con azioni mirate a chiudere i gap individuati, valorizzando le esperienze risultate eccellenti, creando opportunità di crescita per ciascuna persona. Sono conoscenze considerate oggi imprescindibili dall’azienda, che vengono valorizzate anche nei percorsi di carriera, oltre che richieste in fase di recruiting ai nuovi talenti.

Il legame fra sostenibilità e digitale

“Sostenibilità e digitale sono temi collegati e presentano molte analogie, almeno dal punto di vista della gestione HR. Il futuro dovrà essere sempre più sostenibile e l’innovazione digitale ci sta supportando in questo percorso. Abbiamo anche notato una correlazione: in genere chi ha elevata cultura digitale ha anche maggiore sensibilità sulla sostenibilità. In Q8 il focus sulle persone è a 360 gradi, e pensiamo che sia importante aiutarle a orientarsi e a capire che futuro ci aspetta. Sul digitale ormai la strada è tracciata, almeno per i prossimi tre-cinque anni, mentre sulla sostenibilità c’è grande incertezza, anche se ora con il recovery plan qualche indicazione strategica per il Paese c’è. Per noi digitale e sostenibilità – non solo in ambito ambientale, ma anche sociale e di governance – sono priorità strategiche e key driver di molte nostre iniziative, presentate nel nostro primo Bilancio di Sostenibilità”.

Persone, non solo lavoratori

Livi sta portando in azienda una visione olistica delle persone, viste non solo come lavoratori, ponendole davvero al centro, cercando di aumentare il loro benessere. E in quest’ottica, cultura digitale e della sostenibilità hanno un ruolo centrale.

“Essere attivi e competenti sul mondo digitale vuol dire vivere meglio la propria vita – spiega il manager -. Pensiamo allo SPID, agli acquisti on line, alla socializzazione, alla sicurezza. Le persone l’hanno capito: abbiamo organizzato formazione, workshop, e c’è stata un’ottima risposta, erano entusiaste di conoscere le evoluzioni future dell’innovazione. Da questo punto di vista, lo Smart Working ci è venuto incontro perché ha fatto capire che vita privata e aziendale sono legate”.

In Q8 lo Smart Working era già presente prima della pandemia, che è stata un acceleratore. Oggi la policy prevede 2-3 giorni a casa alla settimana, ma vengono valutate le singole situazioni. “Abbiamo ripensato completamente gli ambienti degli uffici, con un progetto avviato prima del lock down. I lavori saranno completati il 31 dicembre. Sono sicuro che le persone staranno benissimo nei nuovi spazi, che saranno molto belli”, afferma Livi.

Costruire la cultura della sostenibilità

Per una società petrolifera la responsabilità sui temi dell’ambiente è grande, per questo Q8 ritiene fondamentale essere all’avanguardia. “Siamo chiamati ad agire in maniera ineccepibile, sentiamo l’attenzione e l’aspettativa dei nostri stakeholder – dice Livi -. Siamo i primi in Italia a realizzare un assessment sulla sostenibilità, pensiamo che sia molto importante conoscere la cultura dell’organizzazione su questi temi e ci siamo resi conto che la consapevolezza è scarsa, purtroppo predominiamo ideologie e prese di posizione. Per questo, aumentare la conoscenza e consapevolezza è fondamentale. È l’inizio di un percorso. Ciascuno riceve un report individuale e un piano per chiudere il gap nell’immediato, con varie iniziative. L’obiettivo è aiutarli a mettere in atto nel loro quotidiano le giuste azioni”.

Qualche esempio concreto? I manager saranno stimolati a chiedersi se le spese e gli investimenti da loro gestiti sono sostenibili, instradando le loro azioni nella giusta direzione. Altro aspetto preso in considerazione come elemento di sostenibilità è la compliance legislativa, su cui Q8 cerca di giocare d’anticipo.

“Non basta dire che siamo sostenibili, dobbiamo avere dati certi, essere in grado di comunicare affidabilità, per questo abbiamo il bilancio certificato. Serve capire se un’azione è in linea con gli obiettivi di sostenibilità, così possiamo tracciare i risultati”.

Per essere davvero concreta nell’agire, Q8 ha adottato un modello innovativo di sviluppo sviluppato dall’Università Cattolica di Milano, la Generatività Sociale. Il modello misura quanto valore viene generato per la comunità, in senso ampio. Il percorso è partito da poco, in modo mirato, con iniziative sul territorio di Napoli.

“L’obiettivo è quello di esplorare e capire al meglio come Q8 può creare valore per sé stessa, i suoi stakeholder e la società nel suo insieme. Essere protagonisti del futuro significa perseguire il benessere economico, lo sviluppo sociale, la crescita personale e organizzativa”, conclude Livi.

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