INTERVISTA

Diversity and Inclusion in Gruppo Hera: “Con una rete di persone sempre in ascolto valorizziamo le differenze per creare valore”

“Vedo, riconosco e valorizzo” sono i principi guida della funzione D&I della multiutility, che da oltre dieci anni promuove, in azienda e sul territorio, una cultura inclusiva che valorizzi le diversità. A parlarcene Susanna Zucchelli, Diversity Manager e Direttore Acqua del Gruppo Hera

Pubblicato il 22 Dic 2022

Gruppo Hera

Le politiche di Diversity and Inclusion del Gruppo Hera, la multiutility di servizi energetici, idrici e ambientali con 9mila dipendenti distribuiti sulla dorsale adriatica, in dieci anni hanno influenzato i comportamenti e le interazioni tra colleghi, le decisioni manageriali e l’impatto come Gruppo quotato. Così oggi Hera è la prima multiutility al mondo e la prima azienda in Italia nella classifica “Diversity and Inclusion Index” di Refinitiv (ex Reuters).

Non solo, è anche nella top ten su 12mila aziende al mondo, e si è confermata per il terzo anno consecutivo nel “Bloomberg Gender-Equality Index”, che valuta la parità di genere e la tutela della diversità e dell’inclusione. L’indice comprende 418 imprese quotate di 45 Paesi, selezionate su 11.700, a testimonianza dell’interesse crescente della comunità finanziaria internazionale per le aziende con politiche di Diversity.

Com’è strutturata la divisione nel Gruppo Hera? Qual è il suo segreto?

«All’epoca ero una tra i pochissimi direttori donna. Dirigevo l’area territoriale di Imola-Forlì e quando, dal vertice, è arrivata la richiesta di occuparsi di Diversity è stato naturale affidare a me il compito. Da allora abbiamo costruito una rete trasversale alle diverse funzioni e società del Gruppo, che raccoglie segnali e disagi da tutto il territorio e fa proposte per sensibilizzare verso una cultura più inclusiva con eventi, seminari, ricerche e progetti per cambiare la cultura aziendale rispetto alla presenza di stereotipi e di abitudini non inclusive», esordisce Susanna Zucchelli, Diversity Manager e Direttore Acqua del Gruppo Hera.

Oggi in Hera il 34% di donne ricopre ruoli di responsabilità e, più in generale, la quota di personale femminile è pari al 27,3% (dati 2021), sopra la media nazionale di un settore tradizionalmente maschile. Ma non è un tema solo di genere quello affrontato giorno dopo giorno e anno dopo anno da questa rete di persone con le antenne sensibili, una quindicina in tutto, che fanno parte delle Risorse umane e organizzazione, dell’amministrazione, della comunicazione e della direzione centrale Strategia, Regolazione e Enti locali di Hera e di diverse società del Gruppo, come Hera Luce, Heratech, Heracomm, Hera Trading. Lavorare in rete rende capillare l’ascolto delle esigenze, dei bisogni, delle difficoltà e rende più forte ed efficace la risposta: tutti si sentono rappresentati, oltre la pura formalità.

Gruppo Hera, i principi guida di Diversity and Inclusion

I principi guida sviluppati nel tempo sono riassumibili in “vedo, riconosco, valorizzo”, ossia nella capacità di guardare la realtà senza stereotipi, di comprendere il punto di vista dell’altro e di favorire l’inclusione per creare valore. A tal fine la rete promuove tutta una serie di iniziative proprio per allenarsi a dare voce e respiro a ogni tipo di diversità, assicurando le pari opportunità e creando valore non solo a livello umano, ma anche economico, perché l’azienda crede nell’apporto di culture e abilità eterogenee per realizzare il business.

La stessa rete deve la propria forza alla varietà e ricchezza di contributi che arrivano da ogni parte del Gruppo, coinvolgendo tutte le realtà aziendali nei territori in cui la multiutility opera.

«Ogni nodo della rete porta la propria sensibilità, attitudini e relazioni: c’è chi ha un’indole più creativa, chi più analitica, chi ci richiama ai numeri, chi ci propone interessanti collaborazioni con associazioni esterne. Tutto viene considerato e valutato in direzione del nostro obiettivo di promuovere una cultura inclusiva, poiché siamo convinti che i piccoli gesti e i comportamenti creino nel tempo grandi cambiamenti», spiega Zucchelli.

Proprio per questo la Diversity viene promossa in modo trasversale nelle politiche e strategie dedicate alle risorse umane del Gruppo e, alla fine, si traduce in un concreto approccio alla vita aziendale: poter dare ciascuno il proprio contributo a progetti di valore che arricchiscono le comunità servite, lavorare bene, puntare alla qualità, favorire il dialogo e la collaborazione, avere persone realizzate ed essere attrattivi verso le nuove generazioni.

Una cultura ultradecennale

Già nel 2009 il Gruppo aveva firmato la Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sui luoghi di lavoro e nel 2011 è stata tra le prime in Italia a istituire la figura del Diversity Manager. Oggi le sue politiche di valorizzazione della diversità sono parte integrante della strategia, presenti nel Piano Industriale.

Così pure il concetto di Digital Workplace è stato sviluppato fin da prima del Covid, con un impegno capillare a ridurre il divario digitale per mettere tutti nelle condizioni di avvantaggiarsi degli strumenti digitali per migliorare le condizioni e la qualità del lavoro. Nei confronti delle colleghe over 50, poi, è stata svolta una ricerca con l’Università Cattolica di Milano e l’associazione Valore D per capirne problematiche e opportunità e valorizzarne l’esperienza e le competenze. Sono stati quindi organizzati due seminari di restituzione dei risultati con manager e middle manager proprio per portare l’attenzione sul valore aggiunto della seniority sul know-how aziendale e non lasciare indietro nessuno.

Gruppo Hera

La forza congiunta di autorevolezza e condivisione del Gruppo Hera 

«Far parte del management ha sicuramente aiutato il nostro progetto. I colleghi mi hanno sempre ascoltata e poi, a un certo punto, hanno deciso di seguirmi perché ci hanno creduto anche loro. Il forte allineamento con la Direzione Centrale Personale e Organizzazione e con la Direzione Centrale Relazioni Esterne dà grande forza al progetto», spiega Zucchelli. Per esempio, tutte le iniziative di sensibilizzazione vengono svolte nell’orario di lavoro e nell’indagine di clima sono state inserite quattro domande mirate.

«Negli anni, abbiamo affrontato tanti temi per aiutare a lavorare meglio tutti, uomini e donne: dalla gestione del tempo con seminari online, a come organizzare una riunione efficace e a come razionalizzare la posta elettronica», aggiunge la manager, che con Cinzia Sasso ha firmato un manuale di time management, “Un’ora sola io vorrei” (Sperling&Kupfer, 2005).

Questi esempi rientrano nel filone del “Work-life balance”, che comprende anche i campi estivi diurni e residenziali per i figli dei dipendenti (dai 3 ai 14 anni), con attività didattiche e formative (tecnologia, informatica, ambiente, energia), in collaborazione con il circolo interaziendale, nonché “Le politiche del buon rientro”, per le quali l’azienda ha vinto un bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia. Il progetto ha potenziato le attività a sostegno dei congedi di lavoro e i servizi all’infanzia.

«Abbiamo un budget per le nostre iniziative, ma grazie ai diversi bandi che riusciamo a vincere riusciamo a fare molto di più e in modo sostenibile per l’azienda, anzi creiamo un valore che ci viene riconosciuto anche a livello nazionale e internazionale», aggiunge Zucchelli.

Nel tempo, infatti, queste tematiche hanno acquisito sempre più forza, rappresentando quasi un’urgenza, soprattutto per le aziende quotate che si vedono valutate da tutti i ranking internazionali anche su questi temi.

«Nel Gruppo Hera le diversità rappresentano un vero valore aziendale. Dal punto di vista culturale e sociale, in quanto gli atteggiamenti inclusivi generano reazioni positive a catena, migliorando organizzazione e risultati. Ma c’è di più, la diversity possiede un valore economico tale da costituire materia di bilancio, specie per le società quotate. Sempre di più, infatti, gli investitori guardano con interesse alle realtà impegnate nella tutela delle differenze con indici che ne valutano la performance: l’inclusione genera ricchezza», precisa Zucchelli.

Tanti servizi e iniziative con un po’ di ironia

Tra i servizi alla persona promossi dalla funzione, c’è la ginnastica alla scrivania per una postura corretta, con 4 video tutorial con la supervisione di medici specialisti, in collaborazione con l’Asl di Bologna, mentre per un cambio di paradigma sulla disabilità “da obbligo a risorsa”, in collaborazione con la Fondazione ASPHI (tecnologie per la disabilità) sono stati organizzati corsi di sensibilizzazione, progetti individuali di sviluppo e monitoraggio dell’inserimento.

Ricerche, progetti ed eventi tematici sul valore della diversità, con testimonianze, studiosi, scrittori e attrici, si susseguono negli anni. Il più recente è stato un approfondimento sulla genitorialità oggi: “Cari papà, che cosa significa essere padre oggi?”, un webinar per mamme e soprattutto papà, per confrontarsi sul ruolo al di fuori degli stereotipi.

Nel 2020-2021 «Do you speak Diversity? Scopriamolo insieme» (con Diversity&Inclusion Speaking), invece, ha affrontato in tre edizioni il ruolo del linguaggio come elemento di inclusione, sottolineando l’importanza delle parole nelle relazioni quotidiane e l’attenzione per utilizzarle nel rispetto degli altri, in un periodo in cui la distanza e il lavoro da remoto non agevolavano la comunicazione.

“Diventare grandi ai tempi del Covid”, invece, è stato un webinar di sensibilizzazione, sostegno e formazione ai dipendenti genitori, tenuto dallo psicologo Carlo Trionfi, per aiutare i figli coinvolti dagli effetti secondari della pandemia.

Mentre per parlare della violenza di genere l’ospite d’eccezione è stato lo scrittore Carlo Lucarelli, presidente della Fondazione per le vittime dei reati e con “La versione di Barbie”, monologo satirico scritto e interpretato da Alessandra Faiella, si è riflettuto, sorridendo, sull’emancipazione femminile. «Sono temi che vanno proposti con delicatezza e anche un po’ di ironia perché ci sia ascolto», aggiunge Zucchelli.

L’impegno sul territorio, dai fornitori agli sportelli

Hera già da tempo è impegnata nella promozione delle materie STEM nelle scuole, dove porta la testimonianza di “role model” femminili in materie scientifiche nell’ambito del progetto sovra-aziendale “Inspiringirls” e realizza workshop sull’inclusività nelle scuole medie con il gioco interattivo “Diversity@school”, realizzato in collaborazione con Work Wide Women, per prendere consapevolezza fin da subito dei pregiudizi che ci muovono nelle scelte e nei comportamenti.

Ora Hera estende la propria cultura anche ai fornitori, chiedendo di compilare questionari sul loro livello di inclusività. Inoltre, tra le iniziative realizzate in collaborazione con le associazioni dei territori serviti, dal 2020 con l’Ente nazionale sordi il Gruppo Hera ha avviato un progetto per abbattere le barriere comunicative agli sportelli clienti, fornendo a proprie spese un interprete simultaneo nella lingua dei segni LIS, su richiesta di clienti non udenti che desiderino maggiori informazioni su consumi, contratti e offerte commerciali. Infine, nelle sale d’attesa dotate di monitor vengono trasmessi video di sensibilizzazione sui temi già trattati dal Gruppo: disabilità, STEM, solidarietà.

Gruppo Hera

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati

Articolo 1 di 2